Ascoltami bene, porca miseria... Guardami dritto negli occhi, perché stiamo superando il limite della decenza mentale. Stamattina siete entrati a scuola. Siete entrati... anche se non dovevate un cazzo di entrare. E io vi guardo e penso: ma siete completamente rincoglioniti?! Dio cane, avete l'universo intero che vi sta spalancando la porta della libertà. Hai l'occasione cosmica di rimanere sotto la coperta, di dormire fino a mezzogiorno, di fare quello che ti pare, di respirare aria pulita lontano da quella galera... e voi che cazzo dise? Metti la sveglia alle sei del mattino, carica lo zaino come muli, prende l'autobus in mezzo al gelo e vai a ficcarvi in quella classe di merda. Ma siete scemi?! Ma porco dovuto, vi pagano per soffrire? Avete il QI di un termostato spento! La vente, il vero capo, quando vedi una scappatoia la prende al volo, ci si fionda dentro testa bassa. Voi invece non avete l'opportunità di saltare un giorno di disagio e decidete di andarci comunque a leccare il culo alla sfiga! Sei così assuefatti al degrado scolastico che mi manca l'aria se non respira l'odore di gesso e disperazione. È una malattia, porco ***. Da oggi, lo giuro su quel che ho più costoso, la prossima volta che non dovete entrare... state a casa a dormir, dio bono! Non sprecare il tuo tempo a fare e martiri per niente. Svegliati la testa, cazzo! Fino alla fine.» Adesso la lezione è chiara o dobbiamo disegnarla sulla lavagna?… E IO SONO AURAAAAAAA!
Allora ragazzi, ascoltate bene: ci dividiamo in piccoli gruppi e copriamo tutto il perimetro. Dobbiamo muoverci con naturalezza e coordinazione, senza fretta, per rendere l'atmosfera piacevole per tutti i presenti.